Diffidare dalle imitazioni!

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Anche se la vendita di teli da proiezione non ha ancora raggiunto una diffusione di massa, nell’ambito delle loro commercializzazione e distribuzione si è verificato un notevole incremento di mercato parallelo che, purtroppo, conta molti estimatori. Si è volutamente usato l’avverbio “purtroppo”, perché molti schermi per videoproiettori “etichettati” come low cost – nella maggior parte dei casi – oltre a non avere una provenienza europea, di accessibile hanno soltanto il prezzo.

Chi si avventura nell’acquisto di uno di questi schermi, va incontro ad una serie infinita di anomalie di funzionamento e di difetti che confermano l’assunto che “il gioco non vale la candela”. Ma andiamo con ordine. La tara più comune è un forte odore chimico percepibile all’apertura del telo: problema relativamente risolvibile in una quindicina di giorni. Se a questo, aggiungiamo una tela non a buccia di arancia, ma con una sorta di polvere applicata che si toglie passando il dito, non c’è da esserne felici.

Altri schermi per proiezione presentano anche una scadente verniciatura dei bordi, un motore rumorosissimo, delle staffe comprese di basso valore, il rischio che i lati si possano “imbarcare” ed una tela che al minimo movimento dello schermo può essere deteriorata, definitivamente, con fastidiose piegature, oltre alla possibile sorpresa finale di una repentina scollatura della tela dai bordi.

Il consiglio ideale che si può è questo: in caso di indecisione provate a consultarvi con un onesto esperto del settore, in grado di dirottare la vostra scelta su uno schermo di provenienza europea certificata.

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