Il glossario della proiezione: cinemascope

Il formato cinemascope si presenta così
Siamo arrivati al nostro terzo aggiornamento con “il glossario della proiezione”, un appuntamento ormai fisso che trova spazio sul nostro blog il venerdì. Oggi parliamo del cinemascope, che ha a che fare con schermi per videoproiettori quando parliamo di maxischermi ideali per ricreare ottime atmosfere da cinema in casa. Queste “aree di proiezione” hanno la caratteristica di conservare le stesse proporzioni del cinemascope.

Ma, in pratica, cos’è il cinemascope? È un sistema di cinematografia su schermo gigante, integrato da un obiettivo anamorfico – dove l’anamorfismo rappresenta un effetto di illusione ottica per cui un’immagine viene proiettata sul piano in modo distorto – oppure più raramente detto hipergonar. In poche parole siamo di fronte alla deformazione delle immagini, prima, e ad un processo di disanamorfizzarle, poi, al fine di ottenere fotogrammi a largo campo visivo. Questo sistema ottico fu inventato nel 1925, brevettato dalla 20th Century Fox ed utilizzato per la prima volta nel film La Tunica nel 1953. Lungometraggi in 35 mm, fino all’avvento del super-cinemascope o del cinemascope 55.

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